Milano-Cortina 2026 usa il legno certificato Pefc per promuovere la sostenibilità nelle infrastrutture olimpiche, con un approccio responsabile e tracciabile. Una scelta che riduce le emissioni di CO2 e rappresenta un possibile modello per l’impiego della bioedilizia nei grandi eventi
«La certificazione applicata al legno per l’edilizia consente di rendere trasparente la provenienza del materiale e di dare valore a filiere corte italiane, documentate e controllate. Le Olimpiadi sono legami, interazioni, dialogo, fraternità: valori che Pefc vuole condividere e vivere fino in fondo con enti locali, imprese e associazioni. Rilanciamo questo impegno guardando ai luoghi», ha spiegato Marco Bussone, Presidente Pefc Italia. Portare la bioedilizia nei cantieri delle grandi opere rappresenta un banco di prova, e in questa cornice si colloca la scelta di Milano-Cortina 2026 di impiegare legno certificato Pefc in tre delle infrastrutture olimpiche. Qui l’uso di materiali rinnovabili e tracciabili rappresenta uno degli elementi misurabili della pratica della sostenibilità. Secondo i dati forniti da Pefc Italia, l’impiego del legno certificato nelle opere legate ai Giochi ha consentito di evitare l’emissione di 6.764 tonnellate di CO2 grazie alla sostituzione dell’acciaio strutturale.
Il caso alpino
In ambito alpino, il Centro del Fondo di Lago di Tesero, in Val di Fiemme, realizzato per i Mondiali di Sci Nordico del 2013, rappresenta un esempio di continuità progettuale che precede Milano-Cortina 2026. Qui, l’Edificio Tv e la successiva riqualificazione dello Stadio del Fondo “Fabio Canal” raccontano un approccio orientato alla durabilità e al riuso, in cui la certificazione Pefc consente di documentare l’origine locale del materiale e il controllo dell’intera filiera. Un tema ambientale, ma anche economico e territoriale, legato alla valorizzazione delle filiere forestali trentine. Per il primo sono stati utilizzati più di 12mila metri quadrati di materiale proveniente da filiera interamente certificata e di origine trentina. Sul piano ambientale: una riduzione dell’impatto emissivo legato ai trasporti (con circa 60 tonnellate di CO2 equivalente evitate).
Il caso urbano
Diverso, ma altrettanto significativo, il contesto urbano del Villaggio Olimpico di Porta Romana, a Milano. Il legno certificato è stato utilizzato per circa 16mila metri quadrati di tamponamenti in pannelli XLam di abete, all’interno di un progetto pensato fin dall’inizio per un riuso post-olimpico come studentato. La certificazione Pefc, con i suoi requisiti di tracciabilità, controllo e verifica indipendente, offre uno strumento operativo per rendere alcune scelte più trasparenti.
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